domenica, 25 ottobre 2009

Forse ultimamente si sprecano i romanzi più o meno interessanti con misteri che affondano le radici nel passato dell'umanità, ma in questo caso è bene dare voce a questo starordinario libro.
Se amate viaggiare siete già un passo avanti. Infatti la vicenda, o meglio, le vicende, si muovono da New York a Las Vegas, da Los Angeles all'isola di Wight, senza dimenticare qualche capatina a Londra e a Washington.
Ma andiamo con ordine... 
Improvvisamente a New York compare un nuovo serial killer ed il suo profilo è subito molto interessante. Un paio di giorni prima di morire le sue vittime ricevono una cartolina con disegnata una bara stilizzata e la data del loro decesso.
Come da copione il giorno prestabilito si compie il crimine. Fin qui nulla di particolare direte voi. Ma aspettate. Se vi dicessi che le vittime non hanno assolutamente nulla in comune tra di loro? Se il modo in cui vengono uccise è assolutamente diverso, al punto che se non fosse per le cartoline nessuno legherebbe quei decessi? Se vi dicessi che in alcuni casi non si riesce neppure a capire di cosa siano deceduti le sventurate prede del killer? 
In questo romanzo non farete che scoprire una realtà inquietante che sta alla base degli omicidi le cui origini sono da ricercare nell'archeologia del primo dopoguerra nella piccola isola di Wight, nella cattedrale di Vectis e nella sua terrificante biblioteca, così spaventosa che il governo inglese, informato dei suoi misteri, deciderà di affidarla agli Stati Uniti per liberarsi del fardello e che gli stessi USA saranno pronti ad uccidere chiunque ne venga a conoscenza.
Un mistero intricato e sconvolgente alla cui soluzione saremo guidati dall'agente dell'FBI Will Piper, ormai prossimo alla pensione, abilissimo profiler e odiato da tutti i colleghi per la sua poca attenzione delle regole.
Un'ultima nota la merita lo scrittore, Glenn Cooper, al suo esordio letterario è riuscito a scrivere un romanzo di quasi 500 pagine, in cui non c'è una sola riga in grado di annoiare il lettore o di fargli perdere l'attenzione o il filo degli avvenimenti.
La scrittura è frizzante, scorrevolissima e ingegnosa, attraverso lo spazio e il tempo.
VOTO: 8,5
by Angioletto
Bubu8370 alle ore
11:03
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lunedì, 21 settembre 2009
Vieni qua, vieni qua, che ti dovevo dire
tutte quelle cose che, cose che, non hai voluto sentire, soffrire, godere o finire.
Vieni qua, vieni qua, sempre la stessa storia
un equilibrio instabile, instabile, che crolla al vento di una nuova gloria, lamore si odia.
Ah, se fosse così facile, ah, se fosse ancora innamorato di me
ed ogni petalo, sai, si finge di essere una rosa
per ogni goccia vorrei diluvio sopra ogni cosa
ma tu non meriti più un battito di questa vita
per tutto quello che conta, se conta, sei come colla tra le dita.
Vieni qua, vieni qua, io ti volevo bene,
ma riparlarne è inutile, inutile, non ha più senso pensarti, capire, provare o sparire
Vieni qua, vieni qua, le solite parole
di un sentimento fragile, fragile, come l’asfalto consuma la suola, lamore si odia.
ah, se fosse tutto facile
ah, se fosse ancora innamorata di te
ed ogni petalo sai
si finge di essere una rosa
per ogni goccia vorrei
diluvio sopra ogni cosa
ma tu non meriti più un battito di questa vita
che tutto quello che conta
se conta
sei come colla sulle dita
ed ogni petalo, sai, si finge di essere una rosa
per ogni goccia vorrei diluvio sopra ogni cosa
ogni cosa
ma tu non meriti più un attimo della mia vita
per tutto quello che conta
se conta, sei la mia impronta sulle dita.
by Angioletto
Bubu8370 alle ore
11:50
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Ciao a tutti,
eccoci di ritorno dalle nostre belle due settimane di vacanze in quel di Mauritius! Che posti straordinari, che spettacolari panorami, che gente cordiale... ma andiamo con ordine! 
Dopo 9 ore di volo arriviamo all'aeroporto di Mauritius alle 8,05 come da programma, dove ad aspettarci c'è Johel del resort. Ci informa che sarebbe meglio lasciar perdere l'autostrada perché a quell'ora molto trafficata e che sarebbe meglio passare per i monti risparmiando una buona mezz'ora.
Così attraversiamo infinite distese di canna da zucchero, qualche piantagione di té, piccolissimi villaggi e montagne verdissime. 
Come pronosticato dall'autista un'ora dopo stiamo entrando nella proprietà de "Le Canonnier" situata nella parte nord occidentale dell'isola a Point aux Canonnier, appunto, e dalla parte opposta rispetto all'aeroporto.
E' vero che di resort non abbiamo chissà quale esperienza, ma questo è straordinario! Intanto è posizionato su di una lingua di terra che gli permette di essere una sorta di penisola e di avere non una, non due, ma tre spiagge private! 
Ci servono il drink di benvenuto nella hall che è grossa più o meno come il nostro appartamento, poi ci danno la chiave elettronica della nostra stanza e il ragazzo ci porta da solo i bagagli sopprimendo ogni nostro tentativo di dargli una mano... poverino... deve aver pensato che ci fosse un cadavere nella mia borsa! 
La stanza 408 è poco lontana dalla hall, al piano terra, con una veranda incantevole affacciata sul giardino tropicale e a circa 20 m dalla spiaggia.
Non sto neanche a dirvi che mezz'ora dopo eravamo già in costume e pronti a goderci il mare! E che mare! L'acqua completamente cristallina permetteva di vedere la ricca barriera corallina che, nella spiaggia più meridionale, si estendeva almeno a 100 m dal bagnasciuga! Magnifica anche perchè leggermente sottostante alle camere e quindi dall'alto era ancora più bello vedere le chiazze scure dei coralli! Qui c'era anche il centro diving dove andavamo tutti i giorni a fare canoa! La seconda spiaggia, quella protratta verso il Madagascar (da qualche parte all'orizzonte), era la classica spiaggia di sabbia finissima, acqua tranquilla, ombrelloni a qualche chilometro di distanza l'uno dall'altro. La terza spiaggia, benché anch'essa fosse particolarmente bella era meno sfruttata perché in direzione di Grand Baie (a circa 5 chilometri), lato dell'isola piuttosto ventoso.
C'erano anche due piscine a disposizione dei clienti, un centro massaggi realizzato all'interno di un baniano (non è un'errore, il baniano è un albero con lunghe fronde che arrivano al terreno, ideale per costruire le casette sugli alberi o giocare a Tarzan; quello del resort sembra essere il più vecchio dell'isola!
), teli puliti ogni mattina, un bar, due ristoranti e un'infinita cortesia dal personale.
La lingua ufficiale è l'inglese (essendo stata colonia inglese fino al 1968 c'è da capirli!), ma tutti parlano prevalentemente il francese (che sono stati coloni prima degli inglesi... ma dopo gli olandesi!
), mentre tra di loro parlano un'altra lingua incomprensibile che è il creolo oppure l'indiano! 
La cucina era a dir poco varia e ottima, e dopo cena, per chi non desiderava uscire dal resort, c'era a disposizione un mercatino di artigianato locale che cambiava ogni sera, una discotica, danze tipiche con coloratissimi costumi. La musica tradizionale mauriziana è il Segà, che ha un suono davvero interessante e rilassante.
Per quanto riguarda le gite, ce la siamo presa comoda e ne abbiamo fatte tre: la prima all'orto botanico di Sir Seewoosagur Ragulum, nome del Primo Ministro dopo l'indipendenza. Il parco, che è il più famoso e importante botanicamente al mondo dopo quello di Londra, è un vero orgoglio per i Mauriziani e appena possono ve lo nomineranno! E hanno anche ragione! Qui ci sono alberi secolari tipicamente tropicali, palme dalle forme e dalle dimensioni più disparate, alcune con foglie davvero gigantesche, altre con radici che escono dal terreno come fossero dei polpi giganti!!!
Lunghi viali con sottilissime e altissime palme vi scorteranno fino ad una delle attrazioni principali del posto, il laghetto con le Ninfea Victoria Amazonica, le ninfee più grandi al mondo, per intenderci quelle la cui foglia, una volta aperta, raggiunge senza troppa fatica i 2 m di diametro e assume la tipica forma a vassoio da té. Altra cosa carina è la casa dell'allora Primo Ministro che oggi ospita una galleria fotografica a lui dedicata. Amate gli animali? Non c'è problema, nella proprietà ci sono le tartarughe di terra più vecchie dell'isola che se ne pascolano tranquille e beate guardando i turisti come a dirsi tra di loro "senti... ma questi che hanno da fotografare? Si sono visti loro?"
La seconda gità ha avuto come prima tappa la capitale Port Louis, decisamante più caotica di ogni altro posto che abbiamo visto, ma molto piacevole e... coloniale! Abbiamo girovagato un po' per il porto, visitato il museo di storia naturale per vedere l'unica riproduzione di Dodo al mondo (simbolo dell'isola), i giardini e il mercato, punto nevralgico ancora oggi di chi ama le contrattazioni (anche se a dire la verità, a Mauritius tutto si contratta... ci hanno detto che è dovuto all'influenza araba... ma c'è un popolo che non abbia messo piede su quest'isola? E pensare che i primi sono sbarcati solo nel 1500!!!
).
Lo shopping, immancabile, l'abbiamo però fatto al Caudan Waterfront, il mega complesso commerciale sul mare con un centinaio di negozi, ristoranti, un casinò...
Abbiamo preso, oltre ai souvenir di rito, anche un cd di Kaya, musicista mauriziano che sembra essere una sorta di idolo al pari del Dodo... speriamo non faccia la stessa fine!
La sua musica è comunque molto molto bella e non si può che pensare a Mauritius ogni volta che la si ascolta!
A ora di pranzo abbiamo raggiunto la piccola Moka, ed in particolare la casa-museo coloniale di Eureka. Qui abbiamo pranzato come dei veri coloni, serviti e riveriti in quasi totale solitudine sotto al portico della casa prima di visitarla. E che meraviglia! Stanze luminosissime e larghissime, mobili da sbavare (compreso un servizio da té che non ci stava nello zaino!
) e un giardino pressoché infinito e attraverso il quale, in 10 minuti a piedi, si raggiungeve una serie di cascatelle nelle cui pozze si poteva fare il bagno... credo che mi sarei abituato senza problemi a fare il colono!!! 
L'ultima escursione l'abbiamo fatta a Grand Baie, raggiungendola a piedi lungo la spiaggia. Una cittadina davvero movimentata ma molto simpatica. Con un bel centro dove fare spese e guardare le vetrine, o rilassarsi sulla spiaggia pubblica dove i ragazzi vanno a passare qualche ora dopo la scuola.
Altro dato interessante di Mauritius è proprio questo, le persone. A parte che sono tutti disponibilissimi a darti qualunque informazione, ad aiutarti in ogni modo possibile senza per questo essere affatto invadenti, sono anche, senza ombra di dubbio, molto belli! Sarà il mix di etnie, sarà l'aria sana e rilassata, sarà la dieta, sta di fatto che i mauriziani sono davvero dei ragazzi molto carini, sia fisicamente che come modi. In particolare abbiamo adottato un ragazzino che veniva tutti i giorni con il papà sulla spiaggia a vendere i parei. Avrà avuto 13 - 14 anni, il suo ciuffetto sempre con un pochino di gel, la carnagione quasi nera, un sorriso che definire bianco non esprime la realtà e la sua vagonata di parei sulle spalle. Quando poi, la seconda settimana hanno aperto le scuole veniva al pomeriggio dopo aver fatto i compiti! Che tesoro!!!
Insomma, se Mauritius è tra le vostre mete, non saremo certo noi a parlarvene male, anzi!
E' un posto nel mondo fuori dal mondo, un granello splendente nell'Oceano Indiano, influenzato da inglesi, olandesi, francesi, arabi, indiani e persino cinesi, con tutti i loro bagagli culturali e religiosi che nel corso dei pochi secoli di vita umana su Mauritius si sono amalgamati e fusi per creare un'isola assolutamente pacifica nella quale godere della serenità che i suoi ambienti naturali gli hanno conferito con smodata abbondanza!
by Angioletto & Tato
P.S. Vi starete chiedendo "E le foto?". Tranquilli, abbiamo pensato di alleggerire il blog e di spostare le foto dei nostri viaggi ad un altro indirizzo, ossia: www.fluiredelleimmagini.splinder.com
Bubu8370 alle ore
08:07
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E siamo arrivati all'ultimo giorno nella spettacolare Barcelona! La tristezza la fa da padroni, ma abbiamo un'ultima tappa, l'Aquarium. 
Questa bellissima struttura è affacciata sul mare nella zona del Maremagnum, ed è davvero bello e piacevole. L'intera area è concepita con lo scopo di dare al visitatore l'idea di una passeggiata sul fondo del mare, e devo dire che l'inganno riesce perfettamente, in particolare dalla gigantesca vasca per gli squali!! 
Dopo aver trascorso la mattinata all'Aquarium ci condediamo l'ultima Sangria e l'ultima Paella in riva al mare prima di andare a prendere i bagagli e tornare all'aeroporto. 
E' stata una vacanza troppo breve, e Barcellona ha ancora almeno un milione di cose da vedere... ovviamente stiamo già pensando a quando poter tornare in questa stupefacente città, ma nel frattempo, domani si parte per Mauritius!!!
Non vediamo l'ora di essere in terra mauriziana e di goderci il mare, i pesci, il sole e la famosa cortesia degli abitanti e riposarci in attesa delle enormi novità che ci aspettano al ritorno, ma di quelle ne parlemo poi...
by Angioletto & Tato
Bubu8370 alle ore
08:59
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Oggi decidiamo per una gita con passeggiata, seguita da sano relax! Si parte dunque per il Montjuic che in questi giorni non abbiamo avuto modo di esplorare come meriterebbe.
Devo dire che sembrava meno impegnativo!!!
Invece nasconde certe insidiose salite che non faticano a spaventare due alpinisti mancati come noi! 
Ma fortunatamente a Barcelona si pensa anche ai pigroni, ed è quindi più che efficente una rete di servizi che porta fino alla cima del monte! 
Prima quindi prendiamo un autobus in cui un simpatico conducente ci spiega per filo e per segno come fare e a quale fermata scendere per raggiungere il castello, poi prendiamo la funicolare che ci evita una brutta salitona e, alla fine, raggiungiamo il castello del Montjuic!
Il castello non ci interessa granché, o meglio, sarebbe bello visitarlo, ma il tempo è tiranno e preferiamo scendere lungo un sentiero panoramico affacciato sul mare, fino a raggiungere la seconda funicolare, quella che, sospesa sul mare, ci depositerà gentilmente fino al porto della Barceloneta! 
Da qui, passeggiata, autobus e metro per raggiungere comodamente e in pochi minuti la nostra meta del giorno, la spiaggia di Nueva Marbella!
Questa spiaggia è in posizione strategica, infatti è vicina alla fermata della metro, affacciata su un mare pulito e piacevole, e dall'altro lato della strada rispetto a casa nostra... sì, esatto, abbiamo deciso che prenderemo casa a Barcelona e la nostra casa dei desideri l'abbiamo trovata su di un sito spagnolo specializzato... ora ci mancano solo 600.000 euro... ma non importa, la vita è lunga e noi abbiamo tempo e due lavori sicuri (il mio quasi del tutto!
), quindi...
Scendiamo in spiaggia e ci godiamo un bel tramezzino con sangria (ormai ci scorre nelle vene!) per poi goderci il mare, incredibilmente limpido, spece considerando che siamo in una delle città più grandi affacciate sul mediterraneo.
Le spiagge di Barcellona sono molto pulite e comode, e non sorprende che la gente, appena ha un paio d'ore di tempo dallo studio o dal lavoro vi si rechi con un salviettone sulle spalle per rilassarsi un po'!
La sera, dopo cena, ci godiamo l'ultimo spettacolo della Fontana Magica e già sentiamo la mancanza di questa città... ma basta con la tristezza... abbiamo ancora un giorno alla fine!!! 
by Angioletto & Tato
Bubu8370 alle ore
11:18
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Dopo l'ormai consueta colazione da Escribà, prendiamo la metro (ormai la prendiamo anche per fare 2 metri!
) e arriviamo a Plaça Catalunya.
Da qui ci addentriamo nella parte più antica di Barcino (il nome romano della città!
), la Rambla e il Barri Gotico!!!
La Rambla è una lunga via che congiunge Plaça Catalunya direttamente con il mare, ed è formata, nella realtà, da quattro differenti rambla, per questo viene anche chiamata Ramblas. 
Lungo tutta la via, completamente pedonale, si alterna un mare creativo di artisti di strada, bancarelle per turisti, banchi di animali (è incredibile la varietà di animali che si possono acquistare qui, dal coniglietto nano all'iguana!!!
E il rischio di portare a casa un altro Puppo è davvero grande!), il tutto riparato dal sole da una doppia fila di alberi.
Insomma, solo passare mezz'ora nella Rambla rilassa l'anima, meglio ancora se ci si ferma ad uno dei numerosi bar a prendere un aperitivo. Tuttavia sconsigliamo di pranzare o cenare direttamente sulla via... la fregatura per stranieri è abbastanza comune anche lì! 
Prima di percorrere la lunga via ci abbeveriamo alla Fontana del Canaletes (nell'omonima rambla), ai piedi della quale una targhetta ci informa che chi beve da questa fontana tornerà sicuramente a Barcelona... meglio tracannare il più possibile!!! 
Lungo la discesa, ci concediamo delle deviazioni per visitare il quartiere gotico, ma non prima di aver fatto due passi in Carrer de Santa Ana, che ai più non dirà nulla, ma agli appassionati de "L'Ombra del Vento" di Zafon, richiamerà la via in cui abita e lavora il protagonista!
Perdendo un po' l'orientamento nelle tortuosità delle vie antiche, che nulla hanno a che fare con le geometriche forme dell'Example, ci ritroviamo davanti alla Catedral (e sotto ad un sole terribile!
).
Dopo aver visto la Sagrada Familia, la Catedral è piuttosto austera e fredda, ma non si può non rimanere affascinati dal gotico catalano, con le sue altezze vertiginose e gli archi puliti.
Assolutamente da visitare il chiostro della chiesa, una vera oasi di piacere e pace dove si trastullano enormi oche!
Dopo aver visto una serie di disegni di Picasso fatti sul muro davanti alla Catedral (e devo dire che se i suoi disegni valgono milioni è perché c'è gente malata!
), ci addentriamo ancora nel dedalo di viuzze, ma prima di raggiungere nuovamente la Rambla e proseguire la discesa, sosta nei numerosi negozi per del sanissimo shopping. 
Prima di rimetterci in marcia urge anche un rifornimento e così scopriamo Tapas Gaudì, una sorta di tavernetta meravigliosamente ispirata all'artista, nella quale lo spillatore delle birre è a forma di Sagrada Familia e i tavoli ricordano le panchine di Park Guell.
Qui facciamo conoscenza con qualcosa di davvero gustoso, le tapas. A Barcellona, il pranzo, ma anche la cena, vengono spesso sostituiti con le tapas che altro non sono che la più grande varietà di stuzzichini immaginabile.
Accompagnati dalla ormai tradizionale caraffa di sangria, ci sbafiamo dal pesce alle patate, dalle olive alle focaccine... idealissima soluzione per mangiare a volontà e spendere pochissimo... ancora una volta GRAZIE BARCELONA! 
Prosegue poi la discesa della Rambla e questa volta facciamo tappa in Carrer de L'Arc del Teatro, ambientazione del meraviglioso Cimitero dei Libri Dimenticati di Zafon, per poi giungere, finalmente, al mare, nella zona della Barceloneta, il vecchio porto.
Prima di goderci la passeggiata sul mare però, decidiamo di risalire il monumento Colombo che, segnando la fine della Rambla, è posizionato sopra ad un'altissima colonna. 
Grazie alla nostra sempre utile Barcelona Card risaliamo con l'ascensore a scrocco e ci godiamo un panorama stupendo della città, del porto e della Rambla che abbiamo appena percorso! 
Una volta scesi attraversiamo la strada e giungiamo al nuovissimo complesso del Maremagnum, un centro commerciale proprio sull'acqua, pulitissimo come sarebbe impensabile essendo un porto! Qui è pieno di gente che nel periodo della siesta si viene a concedere un po' di sole con i propri teli o a leggere un libro con le gambe a penzolini sull'acqua. 
La sera torniamo a mangiare in Passeig de Gracia e scopriamo l'ennesima meraviglia di Barcellona, la Crema Catalana... non la descrivo, non potrei mai descrivere una cosa così buona!!! 
by Angioletto e Tato
Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni. (Paulo Coelho)
Bubu8370 alle ore
10:22
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Ci svegliamo con tutta la calma del caso, visto che il tram tram quotidiano nella capitale catalana è molto più tranquillo!
Facciamo colazione in una delle pasticcerie storiche della città, Escribà, che presenta una meravigliosa vetrina di paste, torte, cioccolatini e sculture di cioccolato, tutte fatte sul momento e direttamente dal maestro pasticcere sotto gli occhi del cliente! 
E' la prima colazione, quindi stiamo leggeri... solo una pasta al cioccolato, una fetta di pasta con mele e crema, un cappuccino e un succo di frutta... 
Usciti da Escribà ci dirigiamo verso il centro, fino a raggiungere Plaça Catalunya, uno dei principali svincoli di bus e metro della città. Qui prendiamo la linea 7, che non è un metro ma un treno FGC che ci porta, come sempre in un tempo brevissimo, fino ad Avenguida del Tibidabo.
Qui abbiamo appuntamento con la storia della città e con quella dell'Ombra del Vento. Infatti stiamo per risalire lungo la via (Avenguida del Tibidabo, appunto) che nel libro ospita, al numero 32, una misteriosa casa nella quale sono avvenuti terribili fatti.
Ma poiché la via sale decisamente troppo per poterla fare a piedi sotto il sole, sfruttiamo il mezzo pubblico più vecchio della catalunya, la Tramvia Bleu.
Si tratta di un vecchio tram, di colore ovviamente blu che da almeno 200 anni percorre Avenguida del Tibidabo fino alla cima dove ora si trovano un ristorante panoramico e la stazione della funicolare.
Attualmente, per offrire un migliore servizio, la Tramvia Bleu è stata affiancata da due altri tram di colore rosso che compiono lo stesso percorso.
Quando passiamo davanti al numero 32, la foto è obbligatoria, e vista la tranquillità con la quale il tram risale la via, abbiamo tutto il tempo per farla!
Arrivati in cima ci dirigiamo verso la stazione della funicolare che, anch'essa in pochissimi minuti, ci porta fino sul tetto del mondo, o meglio, sul tetto di Barcellona, il Tibidabo! 
Il Tibidabo e le colline limitrofe hanno da sempre rappresentato un confine geografico naturale alle spalle della città, ma anche un luogo di svago e di relax. Il curioso nome sembra che derivi dalla lingua catalana e si riferisce alla leggenda secondo la quale, un giorno, il diavolo condusse Gesù su questo monte e per cercare di corromperlo gli disse Tibi dabo che significava qualcosa del tipo "io ti darò...". 
Oggi, come neglio ultimi decenni, sulla cima del monte si trova un Luna Park davvero interessante, oltre che per la sua veduta panoramica dell'intera città fino al mare, anche perché le sue attrazioni sono spesso sospese sul burrone sottostante e il brivido è assicurato! 
Sconsigliamo vivamente una visita alla domenica perché è più che gremito... ma se volete andare durante la settimana, accertatevi che sia aperto perché gli orari e i giorni di apertura variono incredibilmente da mese a mese!
Ma il Tibidabo riunisce lo svago all'arte. Infatti qui si trova anche il Santuario del Sacro Cuore, un chiesa stupensa che ha sulla cima una gigantesca stattua di Cristo, ma che al suo interno racchiude dei veri gioielli di mosaici.
Se volete raggiungere il punto più alto e sedervi accanto al gigantesco Cristo, potete prendere l'ascensore al costo di 2 €.
Una volta terminata la visita a questo luogo, scendiamo un po', anche se non di molto, per visitare Park Guell, altro capolavoro di Gaudì, questa volta, dopo la Sagrada Familia e Casa Battlò, alle prese con i parchi.
Una persona geniale è geniale in qualunque contesto, e Gaudì era decisamente un genio! Park Guell era stato inizialmente concepito come una sorta di cittadella con residenze per ricchi, ma questa idea naufragò e il signor Guell fu costretto ad abbandonare il progetto, ma ormai, il famoso architetto Antoni Gaudì aveva già realizzato l'entrata del quartiere, la zona del mercato, la piazza e gli innumerevoli sentieri che si dipartono.
Oggi Park Guell offre uno scorcio affascinante, come se fosse uscito da un libro di favole mantenendo, come sempre, i suoi caratteri pratici ed ecologici.
Qui si trovano le famosissime panchine ad onda realizzate con pezzi rotti di mattonelle, un bar vicino alla piazza che, vista l'assoluta mancanza di alberi in quel tratto e il notevole calore, sopravvive vendendo Calippi!
Scendendo sotto al terrazzo che è la piazza si scopre un mondo incredibile che sembra ispirarsi persino ad Atlandite. Una foresta di colonne quasi tutte diverse tra loro, un soffitto adornato di cupole colorate, stalattiti e grotte rappresentano quella che Gaudì aveva concepito come l'area del mercato!
Pochi passi all'esterno e vi troverete al cospetto dell'opera catalana più fotograta al mondo dopo la Sagrada Familia, il drago/lucertola di Gaudì, accanto al quale si accalca una certa folla che renderà impegnativo scattare una foto decente!
Usciti da Park Guell siamo tornati in Plaça Catalunya per del sano shopping nel negozio del Barça, rapida sosta in camera per una rinfrescata e poi via a mangiarci la nostra prima Paella nelle vicinanze del Mountjuic. 
Dopo cena, a stento sostenuti dal vino, raggiungiamo la faraonica Plaça d'Espania per assistere allo straordinario (e fresco) spettaccolo offerto dalla Fontana Magica, che a suon di musica e di sgargianti colori crea coreografie degne degli applausi che ha raccolto!!!
by Tato & Angioletto
Bubu8370 alle ore
09:05
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HOLA!!!
E siamo nuovamente quì, dopo cinque indimenticabili e, decisamente, troppo brevi giorni nella capitale della Catalogna!
E ora siamo pronti per il resoconto di questa mini gita spagnola!
PRIMO GIORNO:
Dopo essere andati a letto alle 24.00 per finire la valigia, ci alziamo alle 03.30... decisamente poco riposati! Ma fa niente, Barcellona aspetta noi e noi non la vogliamo certo far aspettare no?! Arriviamo fino all'aeroporto Marconi di Bologna, le solite noiose procedure, colazione e poi aspettiamo l'imbarco. Alle ore 07.00 l'aereo dell'Iberia decolla e noi siamo già al settimo cielo!!! 
L'orario di arrivo viene incredibilmente modificato... la cosa che ci sconvolge è che invece delle 08.35 per le quali era previsto l'atterraggio, arriviamo con 15 minuti di anticipo! Già per questo varrebbe la pena di prendere l'Iberia come compagnia di bandiera anche in Italia!!! 
Ritiriamo le valigie e la Barcelona Card che abbiamo prenotato presso l'ufficio del turismo catalano. Ancora non lo sappiamo, ma nei prossimi giorni questa geniale tesserina ci farà risparmiare un bel po' di tempo e di euri!!! 
Una volta pronti lasciamo l'aeroporto a bordo del treno diretto che ci porterà direttamente alla Stazione di Sants, da qui, senza neanche uscire dall'aerea ferroviaria prendiamo la linea rossa della metro che ci accompagna a pochi passi dalla nostra sistemazione, l'Hostal Centric, nell'Eixample.
Depositiamo i bagagli e ripartiamo subito, la destinazione è Camp Nou e il museo del Barça!!!
Gasatissimi riprendiamo il metro e scendiamo a quella che ci pare essere la fermata più vicina.
Quando però usciamo alla luce del sole non c'è traccia dello stadio che, potento ospitare 100000 spettatori, dovrebbe essere piuttosto visibile. 
E qui riceviamo il primo assaggio della cortesia catalana. Un simpatico vecchino ci avvicina, ci chiede se stiamo cercando Camp Nou, ce lo indica sulla cartina, ci chiede se siamo dell'Inter o della Roma (...come mischiare perle e porci!) e si congeda con un gran sorriso... ma esiste davvero questo posto nello stesso pianeta dove abitiamo?! 
Ci muoviamo verso lo stadio, ma subentra la fame, quindi breve tappa a mangiare salsiccie catalane. La tappa è breve, ma troppo lunga... infatti, quando alle 14,00 arriviamo allo stadio, sta già chiudendo! Non sapevamo che a Barcellona, il 24 Giugno è festa e quindi lo stadio chiude prima!!! 
Siamo un po' depressi, ma il programma prevede una visita che sicuramente ci alzerà il morale: la Sagrada Familia! 
Devo dire che mi aspettavo un'enorma piazza con la chiesa al centro, un po' tipo Duomo di Milano, invece, scendiamo dalla metro e le infinite guglie del monumento svettano già sopra di noi.
Modestia a parte, di cose in grado di stupirmi ne ho viste parecchie nei nostri viaggi, ma trovarsi al di sotto della Sagrada Familia è come essere al cospetto di Dio in persona, ti fa sentire insignificante, inesistente e perdutamente innamorato di Gaudì che la progettò.
La cattedrale è ancora in costruzione, e lo sarà per anni, visto che si spera di completarla tra il 2020 e il 2030, ma ciò non toglie che regali emozioni straordinarie.
Le foreste di colonne fatte ad albero che ci sono all'interno sono straordinarie, così come le balconate che corrono lungo tutto il perimetro e che, una volta ultimate, potranno ospitare un coro di 1500 persone!!
Non possiamo esimerci dal salire sull'ascensore. Siamo anche fortunati perché la coda è relativamente breve e c'è da sedersi.
Quando finalmente siamo sulle torri, il mondo chiassoso di Barcellona che abbiamo visto fino a quel momento è letteralmente scomparso, ci siamo solo noi, le torri coloratissime e il cielo, tanto cielo!
Le torri sono riccamente decorate e incise fino alla punta e quando venne chiesto a Gaudì perché darsi tanto da fare per abbellire qualcosa che dal basso era assolutamente invisibile lui rispose che le avrebbero viste gli angeli.
Infine arriviamo alla facciata della Natività, la più bella, realizzata dalle mani di Gaudì in persona. E questa non ve la posso descrivere, la dovete vedere perché nessuna parola, nessuna immagine può rendere l'idea di questo capolavoro...
Ma la nostra conoscenza con Gaudì non è ancora terminata, quindi, sempre con la metro, raggiungiamo Passeig de Gràcia per visitare Casa Battlò!
L'ambiente è straordinariamente futuristico, eppure, al tempo stesso, infinitamente pratico ed ecologico. Gaudì era decisamente un genio!
L'intera casa è ispirata all'acqua e alle creature degli abissi; appena varcata la soglia vi sembrerà di trovarvi all'interno di una balena. Le pareti, i soffitti, i pavimenti, tutto sembra vivo. L'audioguida poi spiega davvero nei dettagli ogni stanza, l'idea iniziale e persino i materiali con cui è realizzata. Quando infine salirete sul tetto e potrete toccare la schiena del drago cui si ispira Gaudì avrete raggiunto il cielo!
una volta usciti, il languore... langue! Ci dirigiamo così al Thai Garden, in una piccola trsversa di Passeig de Gràcia.
Il locale è una sorta di guardino chiuso, con statue del Buddha, candele, piante ovunque e persino qualche ruscelletto! Forse non è il locale catalano che ci si poteva aspettare, ma per noi era la prima volta in un locale tailandese... e decisamente non sarà l'ultima!!!
E il giorno dopo... andremo al Tibidabo, a Parc Guell...
by Angioletto & Tato
Bubu8370 alle ore
15:21
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Ci siamo, ci siamo... solo che in questo periodo siamo come dire, avvolti in una coltre primaverile che ci rende un po' instabili come il tempo e unendo tutto questo ai turni e alle sedute di studio se ne ottiene che il tempo per aggiornare il blog e, sopratutto, la voglia, sono al minimo... 
Prometto che passeremo a trovarvi con maggiore frequenza molto molto presto! 
Ieri siamo andati a fare la spesa e, complice la voglia pazzesca di vacanze, abbiamo finalmente preso maschera e boccaglio per lo snorkeling!
A questo punto non ci resta che partire per Mauritius e vedere tanti pesci, delfini e tartarughe... e goderci tanto, tanto, tanto riposo! 
Abbiamo anche scoperto che le pinne variano in lunghezza a seconda del numero di scarpe! Se ne imparano sempre di nuove!!! 
Adesso cerchiamo quelle pinne più corte... come sempre le mie spiegazioni sono fantastiche... intendo quelle pinne che dovrebbero chiamarsi "mezze pinne"... ma prendete questa informazione con i dovuti dubbi! 
Adesso stiamo guardando di andare a teatro la settimana prossima... non una, ma ben due volte... Facciamo sempre due serate al teatro per stagione... non è voluto, ma per una ragione o per l'altra ci finiamo sempre due volte... quest'anno non eravamo ancora andati e, sinceramente, non era neanche previsto, ma poi abbiamo scoperto che al Nuovo Teatro Pezzati c'è "La carovana di Shakespeare - Le Ombre" e che al Paganini danno la strareplica di "Jesus Christ Superstar" che il Tato non ha mai visto ma che io conosco a memoria e, letteralmente, adoro! 
Quindi con un po' di telefonate vedremo di accaparrarci i biglietti! 
Per il resto tutto come al solito... e non vediamo l'ora che arrivi il 23 Giugno per partire alla volta di Barcellona! E' una città della quale non mi ero mai particolarmente interessato, non fosse che per S. Valentino, il Tato mi ha regalato "L'ombra del vento" di Zafon.
Un libro che definire straordinario è riduttivo! Un po' la storia, un po' la sapiente penna di questo autore, la poesia delle parole e un po' lo straordinario sfondo di Barcellona, con i suoi dedali di viuzze, piccole botteghe nascoste e milioni di libri seminascosti nel "Cimitero dei libri dimenticati"... insomma, non c'è voluto molto per decidere di andare a visitare questa città!
In questo perio sto leggendo ogni riga, pagina, e libro su Barcellona e più vado avanti, più mi rendo conto che una settimana non basterà mai per fare tutto quello che vorrei fare... ma meglio così... è sempre bene tenersi una scusa per poter tornare! 
In più è stato ormai deciso all'unanimità (anche il Tato, colto da Barcellonite Acuta adesso è sul terrazzo che si legge "L'ombra del vento" e che se ne sta innamorando ad ogni riga... penso che ormai dovrò strapparglielo di mano!) che faremo il nostro Ombra del Vento Tour, alla ricerca dei posti descritti nel libro, dei piccoli vicoli, delle piazze, del cimitero dei libri dimenticati, delle vette del Tibidabo... insomma... seguiremo le vicende di Daniel Sempere nelle viscere della città! E io, non ci sto più dentro dalla voglia di partire!!! 
by Angioletto
Bubu8370 alle ore
11:11
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Gli appassionati del telefilm non possono perdersi questo film che racconta l'inizio di tutto quanto. L’incredibile avventura di “Star Trek” inizia con la storia del viaggio inaugurale di un giovane equipaggio a bordo della più sofisticata nave spaziale di tutti i tempi: la U.S.S. Enterprise. Nel corso di un viaggio ricco d’azione, comicità e pericoli cosmici, le nuove reclute dovranno trovare un modo per impedire ad un essere malvagio di portare a termine la sua folle missione di vendetta, che minaccia l’intera umanità.
Il destino della galassia è nelle mani di due accaniti rivali, provenienti da mondi assai diversi fra loro. Da un lato, James Tiberius Kirk (Chris Pine), un ribelle ragazzo dell’Iowa assetato di emozioni, un leader nato in cerca di una causa da difendere. Dall’altro, Spock (Zachary Quinto), originario del pianeta Vulcano in cui domina la ragione pura, ma che, a causa della sua duplice natura umana e aliena, non è insensibile nei confronti di quelle emozioni che i vulcaniani hanno da tempo cancellato dalla loro vita. Spock è uno studente ingegnoso e determinato e sarà il primo Vulcaniano ad essere ammesso a bordo dell’Accademia della Flotta Stellare.
Kirk e Spock non potrebbero essere più diversi fra loro. Ma mentre lottano per trovare la propria identità e il proprio posto nel mondo, diventano due cadetti modello e molto competitivi. Kirk, guidato da una bruciante passione e Spock, dominato invece da una logica rigorosa, saranno entrambi ammessi a bordo della più avanzata nave stellare mai creata prima, la U.S.S. Enterprise, e diventeranno due arditi e temerari avversari.
L’equipaggio è guidato dal Capitano Christopher Pike (Bruce Greenwood), a cui si uniscono il medico di bordo Leonard “Bones” McCoy (Karl Urban); l’ingegnere capo della nave, Montgomery “Scotty” Scott (Simon Pegg); l’ufficiale responsabile delle comunicazioni Uhura (Zoë Saldana); l’esperto timoniere Sulu (John Cho); e il diciassettenne ‘enfant prodige’ Chekov (Anton Yelchin). Questo gruppo affronterà una situazione ad altissimo rischio che genererà in ognuno di loro sentimenti importanti quali la lealtà, il cameratismo, l’audacia e il buon umore, che consolideranno per sempre il loro legame.
Kirk e Spock dovranno confrontarsi con un destino inesorabile: unire le proprie forze in una partnership tanto improbabile quanto potente, che consentirà loro di spingersi audacemente oltre quei confini che nessuno ha mai osato valicare.
Gli effetti speciali sono qualcosa di davvero emozionante e fa un po' sorridere pensare ai primi telefilm nel quale le "porte elettriche" che si aprivano da sole erano, in realtà aperte manualmente dagli operatori!
Lo consigliamo caldamente per passare un paio d'ore in piacevole relax, con un simpatico umorismo e, nonostante si parli di fantascienza, di una certa credibilità ben superiore ad alcuni film che si ripromettono di raccontare storie credibili!
VOTO: 9
E intanto che ci siamo, vi diciamo anche che a giugno andremo a BARCELLONA!!!!! E non vediamo l'ora!!!
by Angioletto e Tato
Bubu8370 alle ore
13:12
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